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L’ULTIMA CENA E L’USO DEL PANE AZZIMO

L’Ultima Cena è uno di soggetti maggiormente rappresentati dagli artisti dell’arte occidentale: da Leonardo a Dalì, tutti hanno dato una propria rappresentazione. Ma tutti i segni che vengono rappresentati nei vari quadri, provengono dalla tradizione ebraica, infatti Cristo con gli apostoli stava festeggiando la Pasqua, detta Pesach.

Il pane azzimo, simbolo della Pasqua Ebraica, rappresenta il pane dei fuggitivi, infatti le donne lo prepararono velocemente senza lievito e senza sale per scappare dall’Egitto. Siccome nella Pasqua Cristiana, il Giovedì Santo viene stipulata l’Eucarestia, questo simbolo viene ripreso nell’Ostia, infatti anche questa formata di farina e acqua.

Spesso, più che per motivi religiosi, o dietetici, lo si continua ad utilizzare, anche in molte località d’Italia, per motivi pratici, di facilità, velocità e soprattutto di lunga conservazione, non è un caso che gli Ebrei lo utilizzarono per affrontare il lungo esodo. Per questo motivo il pane azzimo per la cultura ebraica, oltre ad essere la prescrizione pasquale contenuta in Esodo, è anche un ricordo di un passato povero e semplice e dell’antica Festa delle Primizie (o della Primavera), quando si faceva il nuovo lievito con il novello raccolto e si eliminava il vecchio lievito fatto con la farina dell’anno precedente. In realtà può essere utilizzato anche nella nostra cucina come sostituto di crackers e nelle persone intolleranti ai lieviti

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